Rifondazione Biella

Contestazioni alla Festa del Primo Maggio

Piovono fischi ai giardini Zumaglini quando viene suonata “La leggenda del Piave”. Qualcuno ha gridato: “Meno spese per le armi e più pensioni. Basta guerre”

La pioggia non ha fermato il popolo del Primo Maggio che questa mattina si è ritrovato in piazza Martiri della Libertà, a Biella, più numeroso del solito. Bandiere dei sindacati, della Sinistra e qualche fascia tricolore. Erano in otto, infatti, i sindaci della provincia presenti e solo uno, Antonio Filoni, primo cittadino di Mongrando, anche con il gonfalone. Il corteo ha sfilato lungo via Italia, come da tradizione, preceduto dalle note della Banda Verdi, fino ai giardini Zumaglini.

Ed è lì che è avvenuta la contestazione, da parte dei partecipanti, alla scelta fatta dagli organizzatori di far suonare “La leggenda del Piave” davanti al monumento che ricorda i caduti. Si sono sentiti fischi, qualcuno ha gridato “Meno spese per le armi e più pensioni”, altri “Basta guerre”. Il resto della cerimonia è proseguita con i discorsi di rito, nel ricordo dei sindacalisti che ancora oggi, in Colombia, perdono la vita, e di Giulio Regeni, il ricercatore barbaramente ucciso in Egitto.  

A prendere la parola, è poi stata Elena Ferro, della Cgil Piemonte, che ha ricordato come: “il movimento dei lavoratori è internazionalista. E prima di cambiare la costituzione occorre far applicare il primo articolo, quello per il quale l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro, ancora disatteso”.