Rifondazione Novara

Contro il TSO ed ogni forma di repressione

La repressione sociale comincia con la repressione del singolo "Se disturbi la quiete sociale non sei normale..."

Erano cambiati solo i mezzi per perseguitarle, si uccideva con le parole, con una diagnosi, con i medicinali, con il controllo sociale.”

Questo affermo in un racconto scritto di mio pugno, pugno chiuso e ferito dagli abusi di un sistema che etichetta e bolla le persone scomode esattamente come avviene per i polli avariati. Volevano l’abiura, come Galileo, e solo quando lo feci ammettendo di essere una mela bacata allentarono i cordoni per concedermi la libertà vigilata. Dopo 12 TSO., percorsi riabilitativi e comunità terapeutiche io rimango sempre dello stesso fronte e condanno aspramente la psichiatra del repartino che celava sotto fini terapeutici il consiglio di negarmi qualsiasi lettura che avesse fini ideologici .

Al repartino ti etichettano, ti bollano, ti schedano, ti discreditano agli occhi degli altri mettendo in discussione la tua attendibilità e creando così casi clinici ,dopodiché ti mandano all’ASL dove ti aggiustano le terapie prescritte in repartino che, nella maggior parte dei casi sono pressapochiste ed errate come le diagnosi del resto. Poi ti reinseriscono nella società da cui loro stessi ti hanno emarginato, marchiandoti. Lo stigma della malattia mentale è da considerarsi al pari di ciò che era un appestato ai tempi della peste, dopo tali esperienze chiunque può leggere i tuoi atteggiamenti come “non nella norma” e avvertire i medici competenti di tali considerazioni aleatorie. Insomma un bel gatto che si morde la coda! Dopo la mia esperienza ritengo il TSO uno strumento limitante la libertà di pensiero degli individui nonché invalidante e, mi stupisco, che in uno stato democratico sia possibile rinchiudere coercitivamente le persone perché non adattabili ad una società malata che ha falle un po’ ovunque o, più semplicemente, perché scomode all’interno del proprio microcosmo. Volete un esempio ? Basti pensare a Francesco Mastro Giovanni.

Ogni forma di repressione va denunciata! - Il 18 marzo in corteo contro la repressione!

La compagna Kiki